È nato il Manuale del Nastro Adesivo: il nastro giusto parte dalla tua scatola

Quando una scatola si apre, la frase arriva quasi sempre subito:

«Questo nastro non incolla.»

Ma il problema è davvero il nastro?

Dopo quarant’anni passati tra scatole, magazzini, nastri adesivi e spedizioni, l’Ing. Sergio Ferraris ha raccolto nel nuovo Manuale del Nastro Adesivo il metodo che Doppincolla utilizza ogni giorno per rispondere a questa domanda.

Perché non esiste un nastro adesivo adatto a tutte le scatole. Cambiano il cartone, il peso, la superficie, il contenuto, la temperatura, il modo di applicare il nastro e il viaggio che dovrà affrontare.

È da qui che nasce il nostro modo di lavorare:

TIENE. SULLA TUA SCATOLA.

Il manuale del nastro adesivo. Sergio Ferraris

Due nastri possono sembrare identici

Prendi due rotoli.

Stesso colore.
Stessa larghezza.
Stessa lunghezza.

A prima vista sembrano uguali.

Eppure, applicati sulla stessa scatola, possono comportarsi in modo completamente diverso. È proprio da questa domanda che parte il Metodo Ferraris: quali sono le differenze che contano davvero?

La risposta non è soltanto nella colla.

Un nastro è fatto di supporto, massa adesiva, primer e trattamento del dorso. Cambiando uno di questi elementi cambia anche il modo in cui il nastro si svolge, aderisce, resiste oppure mantiene chiusa la scatola.

Per questo nel manuale spieghiamo, con un linguaggio pensato per chi il nastro lo compra e lo usa davvero, le differenze tra gomma naturale, Hot Melt e acrilico, e tra supporti come BOPP, PET, PVC e carta.

La scatola viene prima

Una scatola piccola da 20 kg non chiede al nastro lo stesso lavoro di una scatola grande dello stesso peso.

Un cartone liscio non è uguale a uno ruvido, polveroso o riciclato.

Una scatola che resta poche ore in magazzino non affronta lo stesso lavoro di una spedizione che deve viaggiare per giorni.

Il Metodo Ferraris parte quindi da tre domande:

Solo dopo scegliamo il nastro.

Quando la scatola diventa ribelle

Ci sono scatole che si lasciano chiudere facilmente.

E poi ci sono le Scatole Ribelli.

Alette che spingono verso l’alto. Cartone difficile. Scatole troppo piene. Superfici irregolari. Un nastro applicato troppo in tensione. Uno stendinastro con una lama ormai consumata.

Il nastro viene accusato per primo, ma spesso ha degli “alleati” che aiutano la Scatola Ribelle a vincere.

Per questo non ci interessa semplicemente trovare un nastro che incolli di più.

Cerchiamo quello che tiene sulla tua scatola, nelle tue condizioni di lavoro e con il costo complessivo più adatto.

Scatola ribelle: manuale del nastro adesivo

Quanto ti costa davvero il nastro?

Anche questa sembra una domanda semplice.

Quanto costa il rotolo?

Per noi non basta.

Il vero confronto è:

Un nastro più economico può richiedere più metri, una seconda striscia, più tempo del magazziniere oppure continue correzioni.

Un nastro che costa un po’ di più al metro può invece rendere più economica tutta la chiusura.

Nel manuale facciamo anche un esempio concreto: quando si aggiungono al prezzo del nastro i secondi di lavoro necessari per applicarlo, il prodotto apparentemente più economico può risultare quello più costoso.

È anche da questo ragionamento che nasce EDERO: Più colla. Meno nastro.

Non perché più colla sia sempre la risposta, ma perché quando la tua scatola ha bisogno di più adesione, mettere più capacità adesiva nella prima striscia può evitare di aggiungerne una seconda “per sicurezza”.

Il nastro deve piacere anche a chi lo usa

Una chiusura tecnicamente corretta non basta se il magazziniere deve combattere con il rotolo tutto il giorno.

Il nastro deve svolgersi bene, tagliarsi con facilità, aderire con la pressione che realmente viene applicata e permettere di passare rapidamente alla scatola successiva.

Il Metodo Ferraris considera quindi anche chi lavora ogni giorno con il nastro.

Perché il risultato che cerchiamo non è soltanto una scatola chiusa.

È anche: meno correzioni, meno interruzioni, meno dubbi.

In altre parole: meno pensieri. Più spedizioni.

E se il tuo nastro funziona già bene?

Non devi cambiarlo per forza. Anzi.

Il manuale propone quattro possibilità: confermare il nastro che utilizzi, usarlo meglio, migliorarlo oppure sostituirlo.

La regola è:

Scatole, pesi, volumi, temperature e sistemi di confezionamento cambiano.

Il prodotto che era giusto tre anni fa può essere ancora perfetto.

Oppure no.

L’unico modo per saperlo è rimetterlo alla prova.

Il manuale del nastro adesivo finisce con una prova sul tuo lavoro

Il Manuale del Nastro Adesivo non termina con una conclusione teorica.

Ti porta a fare qualcosa.

Individua un problema reale.

Prendi proprio la scatola sulla quale compare.

Prova una soluzione alternativa mantenendo uguali scatola, operatore e condizioni di lavoro.

Poi verifica se il problema è davvero scomparso.

Solo alla fine cerca il prodotto definitivo.

La regola conclusiva del Metodo Ferraris è questa:

Vuoi leggere il Manuale del Nastro Adesivo?

Lo abbiamo scritto per chi compra il nastro, per chi gestisce il magazzino e soprattutto per chi ogni giorno deve chiudere le scatole e farle partire.

📥 Come riceverlo

📧 Scrivi a info@doppincolla.com
📞 Chiama lo 011/223.91.92
📍 Passa a trovarci in Via Centallo 62/29, Torino

Oppure clicca qui e leggi subito la copia digitale del Manuale del Nastro Adesivo.

Non cercare il nastro migliore.

Siamo gli Specialisti degli imballaggi ecologici ed innovativi a Torino.
Ci trovi presso la nostra sede di Via Centallo, 62/29 a Torino (10156).
011/27.35.591 – info@doppincolla.com
Ora siamo anche su whatsapp: scrivici in chat allo 392 285 65 00!

Seguici sui nostri account instagram
E facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto
CHIAMACI IN UN CLIC!